Sorrento

I  colori di Sorrento stupiscono sempre, anche chi li conosce da una vita. La città si trova ai piedi di un maestoso costone di tufo che cambia colore ad ogni ora del giorno, e davanti, naturalmente, il mare. Come tutti i porti più avvezzi alla storia, anche in queste acque sono passati tanti popoli diversi, lasciando parte del loro DNA, etruschi, greci, romani, longobardi, normanni, aragonesi

La sua splendida posizione, ne fa un centro turistico e balneare di fama mondiale. Di probabile origine greca, fu controllata dai romani nell’89 a. C. Sede vescovile, fu ducato autonomo dal VII sec., inclusa nel regno Normanno nel 1137. Conserva interessanti monumenti tra cui, avanzi di ville romane, il duomo (XI sec.), la Villa Correale di Terranova (museo), Palazzo Veniero (XIII sec.) e il Chiostro di San Francesco (XIV sec.).
La leggenda vuole che derivi il nome dalle mitiche Sirene, metà donne metà pesce, che spingevano i naviganti a naufragare contro le sue rocce. Più certe sono le dominazioni greca databile tra il 474 a.C. e il 420 a.C. e successivamente sannita, durante le quali Sorrento si arricchisce e assume l’aspetto di una vera e propria città. È però nell’epoca romana che diviene un importante centro di villeggiatura per i nobili: sorgono ville, acquedotti e cisterne di cui ancora oggi vi sono tracce. Caduto l’impero romano Sorrento è vittima di invasioni longobarde e normanne.
Nel 1558 i Turchi invadono la città. Per i saccheggi che vi furono e per la gran quantità di popolazione che fu uccisa o portata schiava a Istanbul, questo, fu il più grave episodio che la città subì nella sua storia. L’invasione turca affrettò l’opera di rifacimento delle mura. Durante il lungo regno borbonico Sorrento cresce d’importanza grazie alla marina mercantile ed ai suoi abili e coraggiosi marinai, e comincia a prendere forma quella vocazione al turismo che arriverà fino ai giorni nostri. La ripresa si ha grazie a Carlo III di Borbone nel 1700, che con un’azione riformatrice garantisce un’economia di tipo turistico che fu divulgata nell’intera regione per opera di pittori e incisori. Purtroppo, il fenomeno dell’abuso edilizio soprattutto nel XX secolo, ha recato diversi danni a questo straordinario paesaggio anche se nel centro storico, ancora sono fortemente vivi i lineamenti originari che si possono visualizzare facilmente tra Piazza Tasso e viale degli Aranci. La città è famosa per i suoi decumani, soprattutto per quello Massimo tra le vie S. Cesareo e Fuoro (oggi chiamato via Tasso).

Nell’800 molti uomini illustri visitano la città sulle mosse del Grand Tour: Lord Byron, John Keates, Walter Scott, Charles Dickens, molti scienziati e musicisti, numerosi pittori. Ancora oggi, grazie ai suoi attrezzati stabilimenti balneari e alle moderne strutture alberghiere, Sorrento è una delle località più frequentate della regione. Celebre per i suoi limoni, le noci e i vini, non va dimenticato il suo artigianato dei merletti e del legno intarsiato.